Influenza suina: torna l’effetto Aviaria? tra panico mediatico e medicinali

aprile 28, 2009

da Internationalia

Col passare delle ore presunti casi di influenza suina, o porcina come la definiscono alcuni, vengono segnalati in continuazione da ogni angolo del pianeta: dalla Spagna, alla Francia, dall’Italia a Israele, all’Asia.

Non è ancora chiaro se e in che modalità questo nuovo ceppo di influenza si possa trasmettere da uomo a uomo (per il momento gli esperti sostengono sia avvenuto solo in un numero limitato di casi e con contatti fisici molto stretti).

Quel che appare certo, secondo i parametri diffusi dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), è che a fronte di un alto tasso di contagio il tasso di mortalità di questa nuova influenza è molto basso e varia dall’1% al 4%.

Nonostante ciò, come accaduto per l’influenza Aviaria, l’Oms ha lanciato l’allarme e ha ricordato che esiste il rischio di una pandemia.

Un allarme amplificato dai media internazionali e che al momento sembra aver avuto solo la conseguenza di creare allarme tra la popolazione.

Salgono le azioni delle case farmaceutiche

In attesa che il virus e la nuova influenza vengano studiati e compresi a fondo (oltre al fatto che vengano verificati da un punto di vista diagnostico quanti dei casi annunciati in queste ore siano realmente casi di influenza suina), però, l’allarme di queste ore ha provocato anche un’altra conseguenza già registrata in passato: l’impennata delle azioni delle grandi multinazionali farmaceutiche.

La minaccia di una nuova pandemia influenzale di origine animale ha portato due dei giganti del settore farmaceutico, la svizzera Roche Holding e la britannica GlaxoSmithKline a registrare, rispettivamente, una crescita delle proprie azioni del 4% e del 3%, crescita che, secondo gli esperti, è destinata ad aumentare col passare delle ore e il diffondersi dei timori alimentati dai media.

Le due aziende producono infatti due medicinali antiinfluenzali, il Tamiflu della Roche e il Relenza della Glaxo, che (come accadde per l’aviaria) potrebbero essere acquistati in grandi quantità per far fronte alla nuova, presunta, minaccia.

L’azienda farmaceutica australiana Biota Holdings, che ha inventato il Relenza, la cui licenza è stata successivamente venduta alla Glaxo, ha visto oggi crescere le sue azioni sul mercato di ben l’82%.

Replica dell’effetto aviaria?

Tra il 2006 e il 2007, dopo mesi che l’allarme aviaria aveva provocato una sorta di isteria planetaria, la Roche ha venduta ai governi di tutto il pianeta oltre 3,5 miliardi di dollari del proprio Tamiflu.

È bene sottolineare che anche con l’aviaria, come oggi con la suina, l’Oms aveva parlato di rischio pandemia.

Un rischio pandemia, quello dell’aviaria, che l’Oms conferma anche oggi, nonostante i casi verificati sono ormai pochissimi.

Un rischio che, è bene ricordare, è soprattutto teorico e scientifico, dal momento che dal 2003 ad oggi l’aviaria ha provocato, secondo i dati della stessa Organizzazione mondiale della Sanità, 421 contagi e 257 morti.

Poco più di 250 morti in sei anni, ovvero poco oltre 40 morti all’anno in tutto il pianeta.


Aggiornamenti Febbre Suina – Messico – Riviera Maya 2

aprile 27, 2009

Circa le molteplici e spesso confuse comunicazioni che stanno girando in questi giorni, stiamo raccogliendo informazioni da autorevoli fonti e corrispondenti in loco; e riportiamo che


il Comunicato della Farnesina giustamente recita:

‘‘Avvisi particolari (sito viaggiare sicuri)

Messico

Diffuso il 27.04.2009.

Nelle ultime settimane si è registrato in Messico un aumento di casi di influenza acuta di origine non ancora definita particolarmente concentrati nella capitale Città del Messico. Casi isolati dell’infermità si sono registrati anche negli stati di Sonora, Baja California, Stato del Messico, Oaxaca, San Louis Potosi e Chihuahuha. Casi sospetti della stessa influenza si sono registrati, inoltre, in Nuevo Leon (1 caso), Vera Cruz (1 caso) e in Aguascalientes (4 casi). Per evitare il contagio la popolazione è stata raccomandata di evitare la frequentazione di luoghi pubblici, di riporre particolare attenzione nella cura dell’igiene personale e di rivolgersi a strutture sanitarie in presenza di sintomi influenzali. A meno di motivi improrogabili si consiglia ai viaggiatori che intendano recarsi nelle zone sopra indicate di rinviare i propri programmi di viaggio in attesa che la situazione sanitaria locale torni alla normalità.

Messico

Diffuso il 26.04.2009.

Nelle ultime settimane si è registrato in Messico un aumento di casi di influenza acuta di origine non ancora definita particolarmente concentrati nella capitale Città del Messico. Casi isolati dell’infermità si sono registrati anche negli stati di Sonora, Baja California, Stato del Messico, Oaxaca, San Louis Potosi e Chihuahuha. Per evitare il contagio la popolazione è stata raccomandata di evitare la frequentazione di luoghi pubblici, di riporre particolare attenzione nella cura dell’igiene personale e di rivolgersi a strutture sanitarie in presenza di sintomi influenzali. A meno di motivi improrogabili si consiglia ai viaggiatori che intendano recarsi nelle zone sopra indicate di rinviare i propri programmi di viaggio in attesa che la situazione sanitaria locale torni alla normalità.’’

Quindi la Farnesina consiglia di rimandare i viaggi che toccano le zone della Capitale ed alcune del nord del Messico; non certo la Penisola dello Yucatan o altre località che distano centinaia di chilometri dalle zone interessate (il Messico è grande 7 volte l’Italia). Come riportato correttamente anche dal Corriere della Sera ed altri giornali, la Penisola dello Yucatan non è interessata da tale situazione (come pure il Chapas, lo Yucatan, Campeche ed il Guatemala).
Anzi localmente i nostri assistenti ci segnalano che i clienti che attualmente soggiornano in Riviera Maya non avvertono nulla dell’allarmismo che deriva invece da certi mass media. Ciò comporta che i clienti che soggiornano in Riviera Maya non vedono assolutamente nulla e vengono a volte inutilmente spaventati dai parenti in Italia che immaginano che le scene di intervento sanitario filmate a Città del Messico (che per altro testimoniano le misure d’intervento tese a scongiurarne la diffusione) siano la realtà delle spiagge di Riviera Maya.
Nello Stato di Quintana Roo (Cancun e Riviera Maya) la nostra responsabile in loco ha partecipato ad una riunione con le più alte cariche dello Stato, le quali hanno unicamente ribadito di evitare ingiustificati allarmismi. Anche i clienti che attualmente stanno effettuando tours in Messico stanno regolarmente seguendo i loro itinerari, dovendo solo a volte rinunciare alla visita di un teatro o a frequentare locali affollati.

Che ‘lo stato di emergenza sanitaria’ sia considerata un problema temporaneo lo conferma la Farnesina nel comunicato sugli Stati Uniti dove si rimarca che ‘non vi è allarmismo poiché i pazienti finora contagiati hanno tutti reagito positivamente alle terapie retrovirali’ per cui ci si aspetta le condizioni debbano ritornare alla normalità nelle prossime settimane. Non ponendo quindi neppure il consiglio a rimandare il viaggio negli USA.

Stati Uniti America

Diffuso il 26.04.2009. Tuttora valido.

A titolo precauzionale, le Autorità americane hanno dichiarato lo ‘‘stato di emergenza sanitario’’. La misura è legata all’aumento dei casi di influenza suina messicana confermati negli Stati Uniti (circa 20 in vari Stati: California, Texas, Kansas, Ohio e New York) che fanno temere un possibile ulteriore incremento. Di qui l’adozione di una procedura operativa standard che consente di aumentare le risorse disponibili per fronteggiare la situazione. Negli USA l’attenzione è molto alta, ma non vi è allarmismo poiché i pazienti finora contagiati hanno tutti reagito positivamente alle terapie retrovirali.

A titolo precauzionale, se colpiti da forte influenza si consiglia di non esitare a consultare un medico.




Aggiornamenti Febbra Suina – Messico – Riviera Maya 1

aprile 27, 2009

Molti di voi si chiederanno se alla luce delle notizie date dalla tv italiano si può partire per il Messico. Ecco uno stralcio della Farnesina e una mail di un’amica che abita a Cancun

“A seguito della vicenda dell’influenza da suini, abbiamo consigliato di non venire a Città del Messico, e in altri due stati, quello confinante con la capitale e a San Luis di Potosì”. Lo ha riferito l’ambasciatore italiano nel paese latinoamericano, Felice Scauso. “La Riviera Maya e altre zone turistiche del Pese non figurano tra le aree focolaio dell’influenza”, ha poi aggiunto.

Stesse indicazioni si trovano anche sul sito del ministero degli Esteri. Articolo visionabile su zezione Avvisi particolari del sito della Farnesina “Viaggiare Sicuri”

Nelle ultime settimane si è registrato in Messico un aumento di casi di influenza acuta di origine non ancora definita particolarmente concentrati nella capitale Città del Messico. Casi isolati dell’infermità si sono registrati anche negli stati di Sonora, Baja California, Stato del Messico, Oaxaca, San Louis Potosi e Chihuahuha. Casi sospetti della stessa influenza si sono registrati, inoltre, in Nuevo Leon (1 caso), Vera Cruz (1 caso) e in Aguascalientes (4 casi). Per evitare il contagio la popolazione è stata raccomandata di evitare la frequentazione di luoghi pubblici, di riporre particolare attenzione nella cura dell’igiene personale e di rivolgersi a strutture sanitarie in presenza di sintomi influenzali. A meno di motivi improrogabili si consiglia ai viaggiatori che intendano recarsi nelle zone sopra indicate di rinviare i propri programmi di viaggio

A Playa del Carmen, Cancun, Riviera Maya e Yucatan tutto procede normalmente sia negli hotels che in tutta la Riviera.

Si ricorda che Cancun/Playa del Carmen distano ben 2 ore e 30 minuti di volo da Città del Messico, cioè una distanza pari a un Palermo – Parigi.

……. direttamente da Cancun

“Il pánico lo stanno diffondendo le notizie che provengono dall’Italia, i parenti delle persone che sono qui in vacanza stanno chiamando spaventandoli chiedendogli di rientrare inmediatamente e dicendo che quando rientrano verranno messi in quarantena!! MA PERCHE’ li in Italia c’è questo allarmismo assurdo??

Ovviamente, come sempre, si sta un po’ esagerando, ma e’ molto difficile farlo capire ai clienti che sono bombardati in continuazionie dalle notizie italiane.

Anche oggi ho risposto a tutti che non vi e’ nessun allarme in questa zona e che i casi sono per il momento isolati a Citta del Messico.

Ho cercato di non infondere pánico e di tranquillizzare la gente in arrivo ma ovviamente stentano a credermi…. E io vivo qui!!!”


San Valentino: in Messico battuto il record del mondo dei baci

febbraio 15, 2009

Nel giorno di San Valentino, il Messico ha battuto il “record del mondo dei baci” con oltre 40 mila persone che si sono abbracciate e baciate contemporaneamente nella piazza centrale della capitale messicana. Londra deteneva il precedente record con 32 mila persone. “Ci sono 42.225 persone in piazza, ma sfortunatamente non tutte hanno partecipato al record. Il numero dei partecipanti è di 39.897 e hanno stabilito per il Messico il nuovo record di persone che si baciano contemporaneamente” ha annunciato alla folla il responsabile per l’America dei Guinness dei Primati, Carlos Martinez.



Scoperto sepolcro di guerrieri Atzechi nel centro di Città del Messico

febbraio 14, 2009

CITTÀ DEL MESSICO – Sono molte le domande che ancora non hanno risposta attorno al ritrovamento di un sepolcro in cui, centinaia di anni fa, furono seppelliti i corpi di alcuni guerrieri aztechi. La scoperta è stata fatta da un gruppo di archeologi nel centro di Città del Messico. Il ritrovamento è avvenuto scavando fra le rovine della piazza Tlateloco, ultimo bastione di resistenza azteca all’invasione spagnola guidata da Hernan Cortez nel XVI secolo, attualmente in pieno centro storico della capitale messicana.

GUERRIERI – I 49 corpi ritrovati sono stati riconosciuti come guerrieri per varie caratteristiche, ha spiegato Salvador Guilliem dell’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (Inah): sono infatti in maggioranza uomini giovani e di alta statura, e molti di loro presentano sullo scheletro segni di fratture saldate.

RITUALE Quello che maggiormente ha richiamato l’attenzione degli archeologi, e che tuttora rappresenta un mistero, è il rituale usato per la sepoltura. I corpi infatti sono stati ordinatamente disposti in direzione nord-sud in posizione supina e a braccia incrociate sul petto, il che è tipico della tradizione cattolica, ricordano gli esperti messicani, sottolineando che appare molto strano il fatto che gli spagnoli abbiano seppellito i nemici indigeni con tale cura: almeno quanto sorprende – aggiungono – che gli aztechi abbiano tumulato i loro guerrieri con un rituale altrui.

dal Corriere della sera 13 febbraio 2009


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.