Messico e marea nera

Giusto per chiarire astrusi dubbi che si stanno stanno avanzando rispetto alla ormai famosa ’marea nera’, conseguenza della fuoriuscita di greggio dalla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, situata a circa 80 km dalla città di New Orleans, Lousiana.

Spingendo le correnti marine il petrolio verso nord/nord-est, il greggio ha gravemente colpito le coste americane di Lousiana, Mississipi ed Alabama, causando un disastro ecologico nel prezioso ecosistema della costa della Louisiana. Le coste del Texas e Messicane non hanno perciò alcuna traccia del fenomeno.

Con riferimento alla Florida è opportuno chiarire che le coste minacciate sono unicamente quelle situate all’estremo nord-ovest al confine con l’Alabama, non certo quelle rinomate come località turistiche della penisola. Per intenderci la distanza tra Miami ed il confine con l’Alabama può essere paragonata a quella tra la Puglia e la Costa Azzurra.

Nessuno degli Stati Messicani che si affacciano sul Golfo del Messico è interessato dalla ‘marea nera’, tantomeno le coste di Cancun e la Riviera Maya che non sono sul Golfo del Messico, ma sono esposte verso il Mar dei Caraibi, e distano più di 1.000 km dal luogo della fuoriuscita di greggio. Sarebbe come dire che si teme per la costa sud-ovest della Sardegna all’indomani della fuoriuscita di petrolio sul Po.

Mi auguro quindi che il Messico non debba ancora pagare per un qualcosa che NON ESISTE!!!


La pandemia di influenza A è solo un’operazione commerciale?

La presunta pandemia di influenza A della quale si parla da mesi e che ha portato molti Governi compreso il nostro a investire cifre ingenti in vaccini e strategie di comunicazione è in realtà una mera operazione commerciale. Il durissimo atto d’accusa arriva dall’epidemiologo Tom Jefferson in un’intervista a Medconsumers.

A riprova della sua tesi Jefferson usa un esempio concreto: Australia e Oceania e l’intero sud del mondo hanno appena passato un intero inverno all’insegna dell’influenza A – con tantissimi casi, prime pagine dei giornali monopolizzate, panico tra la popolazione – senza vaccino contro il virus H1N1.

Ma il bilancio appare molto meno grave rispetto alle previsioni apocalittiche pre-pandemia: A fronte di una popolazione di circa 22 milioni di persone, e di un’attesa di almeno 6.000 morti alla fine dell’inverno, in Australia sono state circa 131 quelle associate al virus, spiega un documento ufficiale dell’Health Protection Service Australiano del 16 settembre 2009. Commenta Jefferson, della Cochrane Collaboration: “Si può concludere che il virus H1N1 non è così minaccioso come lo si è voluto dipingere. E se l’Australia sia andata incontro ad una pandemia o no merita un approfondimento. Questo perché, sul sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la definizione di pandemia è cambiata a far data dal mese di maggio 2009. La versione precedente definiva pandemia come: “Una pandemia influenzale si verifica quando un nuovo virus influenzale appare in una popolazione umana che non ha immunità, causando epidemie in tutto il mondo con un numero enorme di morti e malattie.” Nel documento sosia che è attualmente presente nel sito web, la definizione di pandemia è cambiata: “Una epidemia di una malattia si verifica quando ci sono più casi rispetto al normale di questa malattia.

Una pandemia è un’epidemia mondiale di una malattia. Una pandemia influenzale si può verificare quando appare un nuovo virus influenzale contro il quale la popolazione umana non ha alcuna immunità “. Questa definizione rende la differenza tra influenza stagionale e pandemia influenzale discutibile. Mi chiedo se questo significa che il mondo si troverà sempre ad essere in una condizione di pandemia. Il mondo dovrà sempre essere doppiamente vaccinato e spendere una quantità enorme di denaro per i vaccini e, naturalmente, per i farmaci antivirali.

Giornalisti e anche altri hanno contattato l’OMS per avere spiegazioni sul perché del cambiamento di definizione; a tutti è sempre stato detto che sarebbero stati ricontattati da qualcuno, ma questo non accade mai”.

Fonte: Napoli M. Perché il virus H1N1 non è una grave minaccia. Medconsumers 24/09/2009

A proposito di influenza suina… C’è sempre un interesse mascherato

L’IRONIA NEL SUO MIGLIOR STILE

2000 persone contraggono l’influenza suina e ci si mette la mascherina… 25 milioni di persone con AIDS e non ci si mette il preservativo…

Che interessi economici si muovono dietro l’influenza suina? Nel mondo, ogni anno, muoiono milioni di persone, vittime della malaria..

I notiziari di questo non parlano… Nel mondo, ogni anno muoiono due milioni di bambini per diarrea che si potrebbe evitare con un semplice rimedio che costa 25 centesimi.. I notiziari di questo non parlano… Polmonite e molte altre malattie curabili con vaccini economici, provocano

la morte di 10 milioni di persone ogni anno. I notiziari di questo non parlano… Ma quando comparve la famosa influenza dei polli… i notiziari mondiali ci inondarono di notizie… un’epidemia e più pericolosa di tutte, una pandemia! Non si parlava d’altro, nonostante questa influenza causò la morte di 250 persone in 10 anni… 25 morti l’anno!!

L’influenza comune, uccide ogni anno mezzo milione di persone nel mondo. …Mezzo milione contro 25.E quindi perché un così grande scandalo con l’influenza dei polli? Perché dietro questi polli c’era un “grande gallo”.

Una famosa casa farmaceutica internazionale con il suo famoso medicinale, vendette milioni di dosi ai paesi asiatici. Nonostante il vaccino fosse di

dubbia efficacia, il governo britannico comprò 14 milioni di dosi a scopo preventivo per la sua popolazione. Con questa influenza, le compagnie farmaceutiche, ottennero milioni di dollari di lucro.

Prima con i polli, adesso con i suini: e così adesso è iniziata la psicosi dell’inflluenza suina. E tutti i notiziari del mondo parlano di questo. E

allora viene da chiedersi: se dietro l’influenza dei polli c’era un grande gallo, non sarà che dietro l’influenza suina ci sia un “grande porco?”.

Gli azionisti di due famose case farmaceutiche si stanno fregando le mani… felici per la nuova vendita milionaria.

La vera pandemia è il guadagno, gli enormi guadagni di questi mercenari della salute…

Se l’influenza suina è così terribile come dicono i mezzi di informazione, se l’Organizzazione Mondiale della Salute è tanto preoccupata, perché non dichiara un problema di salute pubblica mondiale e autorizza la produzione farmaci generici per combatterla?

Dr. Carlos Alberto Morales Paita

Children’s Hospital pediatra – Lima, Peru

Come Vive il Messico L’allarme della Febbre Suina. Intervista Esclusiva

(Spoleto City)

Abbiamo intervistato Lanfranco Gentile di MEXICO ACTUALLY, un progetto ricettivo turistico italiano, in collaborazione con assistenti e corrispondenti presenti da oltre dieci anni in Messico. Gli abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione nel Paese Centro Americano, che in questo periodo sta soffrendo fortemente i risultati degli atti di terrorismo mediatico che riguardano la “pandemia” che sta spaventando il mondo intero.

Com’è la situazione turistica in questo periodo? Sono calate le presenze di turisti? Di quanto più o meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso?

La situazione attuale è da considerarsi molto negativa, con una presenza turistica pari a circa il 10% rispetto a un 100% dell’anno scorso, si lavora con molto meno di un terzo delle presenze rispetto allo stesso periodo del 2008. Basti pensare che da un’affluenza settimanale di voli charter pari a 8  siamo passati ad appena due voli la settimana, di cui uno condiviso con la destinazione Giamaica.

Immediatamente dopo l’annuncio di quella che la stampa mondiale ha definito pandemia c’è stato un arresto delle prenotazioni e la cancellazione di tutte quelle già effettuate, chiudendo completamente fuori il turismo dalla Riviera Maya e credo anche da tutto il resto del Messico

Da quanto tempo lei opera in Messico e perché ha scelto questo stupendo Paese come base lavorativa?

Mexico Actually è presente da dieci anni sul mercato latino americano e da quest’anno ha rafforzato il suo impegno in Messico, proprio durante o direi giusto pochissimi giorni prima che venisse comunicato dai Media il pericolo della Febbre Suina.

La scelta della destinazione è frutto di un’idea rafforzatasi durante vari viaggi di scoperta e di vacanza negli anni in Riviera Maya. E’ stupenda, con luoghi ancora incontaminati, con i cenotes (fiumi sotterranei che affiorano spesso in superficie, creando dei crateri, pozzi di acqua limpidissima e dolce); la selva, i villaggi Maya, i siti archeologici, le spiagge e il mare dei Caraibi che regalano paesaggi incantevoli ai visitatori. Io amo Playa del Carmen e Tulum, località molto caratteristiche della Riviera Maya, cosmopolite e vocate totalmente al turismo. Ricordo anche Mahahual, a sud del Messico, raggiungibile da Tulum dopo circa 4 ore di auto immersi nella foresta e attraversando qualche villaggio Maya. E’ stata una bella esperienza.

Che tipo di turismo gestisce la sua azienda e di che provenienza? Ci sono molti italiani insomma fra i suoi clienti?

Lavoriamo prevalentemente con clienti italiani, ma ci arrivano anche prenotazioni dal Nord America (USA e Canada) e piccoli gruppi dal Sud America. Si tratta soprattutto di Turismo vacanziero  Mare/Villaggi in quasi tutta la Riviera Maya, con piccole escursioni, tour e circuiti in zone archeologiche nello Yucatan.

Gli italiani continuano a visitare il Messico, o anche loro aspettano per tornare che la situazione si sia normalizzata?

Solo una piccolissima parte degli italiani , quelli più “coraggiosi”, vengono a visitare la Riviera Maya, anche se qui, sinceramente, non è mai cambiato niente, si continua la vita nella normalità e tutto quello che viene descritto in Italia è un’esagerazione.

Purtroppo la notizia dell’influenza ha solo rovinato il Paese economicamente, non certo per i casi dei malati molto molto molto meno numerosi di quanto si racconta in ITALIA, per altro da noi qui in Riviera Maya inesistenti.

Si può dire che voi in qualche modo siete abituati alla forte ciclicità stagionale data da uragani, stagione delle piogge eccetera?

Fra uragani e piccole crisi economiche i Messicani dimostrano di avere un allenamento alle calamità ed emergenze e cosi come si presentano allo stesso modo i messicani reagiscono. Un esempio classico è appunto rappresentato dalle stagioni degli uragani. Ci fu Emily che colpì Akumal e Playa, e Wilma, l’uragano più distruttivo del secolo (21 oct 2005) , che distrusse Cancun e piegò la Riviera Maya, determinando un arresto totale del mercato turistico che si riprese solo due mesi più tardi.

Come vive questa situazione il Messico che conoscete voi?

Il Messico  è preparatissimo a questo tipo di calamità, negli hotel più grandi ci sono rifugi anticiclonici ed ogni hotel è preparato ad ogni tipo di emergenza. In televisione ed in tutte le strutture turistiche organizzate, vengono date precise informazioni e le varie allerte. La Protezione Civile lavora instancabilmente e possiamo dire con orgoglio che a differenza di altri paesi, in Messico non si sono mai registrati casi di incidenti gravi anche grazie alle precauzioni che si prendono.

Comunque ogni anno si prega che non arrivi l’uragano! Ma se arriva i messicani sono abbastanza preparati, lo prendono con filosofia, sanno come muoversi, non si crea il panico. Sono i turisti che, se non adeguatamente assistiti possono spaventarsi.

Un uragano può essere monitorato e viene data l’allerta con qualche giorno di anticipo, ma può deviare percorso all’ultimo momento, ed aumentare o diminuire di categoria all’improvviso.

Secondo voi chi guadagna da una situazione come questa? Penso alle aziende farmaceutiche e forse non solo?

Io personalmente non posso dire di avere la verità in tasca e non conosco, come maggior parte della gente qui, i fatti.

Diciamo che tutti (dico tutti) dal semplice cittadino  al direttore d’hotel, pensano che sia una bugia e che ci sia sotto una mossa politica.

Si pensa che beneficiati siano i politici e le  case farmaceutiche, insomma i potenti.

Che la gente pensi che sia vera la storia della febbre? NO. Non ho sentito nessun messicano dire “SI IO CI CREDO!!”

Qual’è sinceramente la situazione in Messico? È giustificata questa situazione di pericolo che ci viene comunicata qua?

La vita in Messico procede normalmente come tutti i giorni e in Riviera Maya la storia della febbre Suina non ha modificato di un palmo le abitudini sia dei locali che dei turisti o degli imprenditori (molti italiani) che qui hanno scelto di vivere e lavorare.

Non è assolutamente giustificata la situazione di pericolo che viene raccontata in ITALIA.

Cosa consiglierebbe ai turisti italiani che volessero venire a visitare lo straordinario Messico?

VENITEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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Febbre Suina .. ma chi l’ha vista?

Sono appena tornata dal Messico. Non vi dico che spettacolo.
L’unica cosa che mi ha fatto tristezza è vedere che veramente là non c’è e non c’è mai stato nulla di allarmante.
Gli allarmi sulla febbre suina ci sono stati solo qui.
Ho parlato con più persone e si sono trovate dalla sera alla mattina con il turismo bloccato senza nemmeno sapere il perchè.
E perchè tutto questo? Ragioni politiche? Colpa delle case farmaceutiche? Chissà…
Comunque andateci pure!! Non abbiate timore. E’ e rimane un posto fantastico!!!!!

Mex 440